Il senso della lungimiranza: risvegliare il “sesto senso” del futuro
I cinque sensi — vista, udito, tatto, gusto e olfatto — ci permettono di navigare il mondo fisico. Ma da decenni il dibattito su sostenibilità e giustizia intergenerazionale suggerisce che ne abbiamo dimenticato uno: il senso della lungimiranza.
Questo senso non percepisce oggetti fisici, ma conseguenze future. Ci guida nel comprendere come le azioni di oggi influenzino il domani e nel prendere decisioni responsabili verso le generazioni future.
Già negli anni ’60 e ’70 gli studiosi di sistemi, ecologia e sviluppo sostenibile sottolineavano la necessità di considerare l’impatto cumulativo delle nostre azioni. Ma, come vediamo ancora oggi, la società tende a rispondere lentamente: forse l’essere umano è un po’ “duro di orecchie”.
Cos’è il senso della lungimiranza?
Il senso della lungimiranza può essere inteso come la capacità di anticipare gli effetti delle nostre azioni sulla complessa trama della vita sociale e naturale, traducendo riflessioni etiche in decisioni concrete.
“Secondo Rifkin, i sistemi economici e sociali che abbiamo creato si muovono inesorabilmente verso uno stato di massimo disordine; la lungimiranza richiede di anticipare le conseguenze delle nostre azioni su questi sistemi e agire responsabilmente.” Conceptual paraphrase:
— Jeremy Rifkin, Entropy: A New World View, 1980
Già più di 40 anni fa, Rifkin metteva in guardia sul rischio di un degrado cumulativo dovuto a decisioni miopi e sfruttamento intensivo delle risorse.
Entropia e crisi globale
Rifkin applica il concetto di entropia dalla fisica alla società e all’economia:
“I sistemi economici e sociali che abbiamo creato si muovono inesorabilmente verso uno stato di massimo disordine.” (Rifkin, 1980)
La consapevolezza di questa dinamica è presente da almeno 6 decenni, dagli studi sulla crescita dei sistemi energetici e sull’impatto ambientale degli anni ’60, eppure oggi continuiamo a discutere di crisi climatica come se fosse una novità.
Lungimiranza e sostenibilità: il contributo di Raworth
Kate Raworth, con la sua economia della ciambella (Doughnut Economics, 2017), propone un modello concreto per applicare la lungimiranza: soddisfare bisogni sociali fondamentali senza superare i limiti ecologici del pianeta.
“Dobbiamo creare un’economia che prosperi in equilibrio con il pianeta, e non a sue spese.” (Raworth, 2017)
L’idea di considerare limiti naturali e benessere collettivo non è nuova: già negli anni ’70 il Club di Roma con The Limits to Growth (1972) denunciava la necessità di sostenere la crescita entro confini ecologici.
Come risvegliare il senso della lungimiranza
1. Allargare l’orizzonte temporale
Ogni scelta ha effetti a breve, medio e lungo termine. Allenare la lungimiranza significa considerare scenari futuri a 10, 20 o 50 anni.
2. Esercitare empatia intergenerazionale
Ascoltare i giovani e integrare le prospettive future nelle decisioni aiuta a tradurre la lungimiranza in scelte concrete.
3. Strumenti concreti: VIG e politiche sostenibili
In Italia, dal 2025 è attiva la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), che obbliga le nuove leggi a considerare gli effetti sulle generazioni future. È un esempio di come la lungimiranza possa essere istituzionalizzata.
Domande scomode per stimolare la riflessione
Se le generazioni future giudicassero le nostre scelte di oggi, cosa direbbero?
Perché discutiamo di sostenibilità da decenni ma continuiamo a rimandare le azioni concrete?
Stiamo costruendo un futuro resiliente o solo accumulando problemi per chi verrà dopo di noi?
Le istituzioni e le aziende che guidiamo coltivano lungimiranza o restano intrappolate nel breve periodo?
Queste domande invitano a riflettere senza colpevolizzare: sono strumenti per allenare il nostro sesto senso.
Conclusione
Il senso della lungimiranza è una competenza culturale e civica, non un potere mistico. Permette di vivere il presente consapevoli del futuro, intrecciando etica, responsabilità e sostenibilità.
Risvegliarlo significa imparare dai decenni di riflessione scientifica e sociale, applicare modelli concreti e agire con responsabilità verso le generazioni future. È la capacità di trasformare visione in azione concreta e condivisa.
Bibliografia e letture consigliate
Jeremy Rifkin
Entropy: A New World View, Viking Press, 1980; revised 1989.
The Empathic Civilization: The Race to Global Consciousness in a World in Crisis, 2010.
La terza rivoluzione industriale, Mondadori, 2011.
Kate Raworth
Doughnut Economics: Seven Ways to Think Like a 21st‑Century Economist, 2017.
Altri riferimenti storici
Club di Roma, The Limits to Growth, 1972.
ASviS, Rapporto 2025 sulla giustizia intergenerazionale.
Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), Legge italiana, 2025.
Einstein, A., citato in contesto di sostenibilità e cambiamento di paradigma: “Non possiamo risolvere i problemi con lo stesso modo di pensare che li ha creati.”
